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Con un incontro sul tema “I beni culturali antropologici in Umbria. Stato attuale e prospettive future”, martedì 9 febbraio 2016, alle ore 10, a Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago, sarà inaugurato l’anno accademico 2015-2016 della Scuola di Specializzazione in beni Demoetnoantropologici (Dea) dell’Università di Perugia.

“La Scuola, che rappresenta un’attività di eccellenza in Umbria, sostenuta dall’ Ateneo di Perugia e dal Comune di Castiglione del Lago, è destinata alla formazione di antropologi, professionisti di elevata qualificazione nella salvaguardia, gestione e  valorizzazione dei beni culturali Dea, materiali e soprattutto immateriali – spiega il professor Giovanni Pizza del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione, direttore della Scuola -. Nel 2008 è stata la prima scuola italiana istituita in base al Decreto Ministeriale 31 gennaio 2006”.

L’inaugurazione sarà caratterizzata  da una serie di interventi volti a contestualizzare l'importanza della Scuola all'interno delle politiche di valorizzazione delle risorse culturali, a partire dall’area del Trasimeno e dalla Regione Umbria.

Dopo i saluti del Sindaco di Castiglione Sergio Batino, del Magnifico Rettore Franco Moriconi, e del Direttore del Dipartimento Angelo Capecci, avrà luogo l’introduzione del Direttore della Scuola, Giovanni Pizza.

Seguiranno le comunicazioni di: Giancarlo Baronti, fondatore della Scuola e suo Direttore fino a due anni fa, parlerà del Patrimonio demoetnoantropologico dell’Umbria, proponendo un bilancio e delineando una prospettiva; Luisa Montevecchi, Direttore del Segretariato regionale dei beni e delle attività culturali e del turismo per L’Umbria, farà una analisi istituzionale su I beni demoetnoantropologici nella riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali; Pietro Clemente, Presidente onorario della Società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (Simbdea), traccerà le Storie immateriali, ricostruendo l’impegno di Simbdea sul patrimonio culturale immateriale in uno scenario nazionale ed europeo; Cristina Papa, coordinatrice del Corso di laurea magistrale in scienze socioantropologiche per l’integrazione e la sicurezza sociale, Università di Perugia, e Presidente dell’Associazione nazionale universitaria degli antropologi culturali (Anuac), parlerà di Antropologia, ecomusei e paesaggi in Umbria; Marino Niola, Professore di antropologia dei simboli e Direttore del Centro di ricerche sociali sulla Dieta Mediterranea (MedEat Research) all’ Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, editorialista di Repubblica, tratterà il tema dei Patrimoni enogastronomici. Tradizioni, produzioni, valorizzazioni.

Infine le conclusioni di Tullio Seppilli, Presidente della Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute, e di Fernanda Cecchini, Assessore alla Cultura della Regione Umbria.

Il patrimonio immateriale, intangibile, riconosciuto dall'Unesco, è il patrimonio culturale vivente di un territorio. Sono le tradizioni, vive e in incessante trasformazione. Le identità popolari rivissute e ricostruite, nei saperi artigiani, nelle conoscenze contadine, nelle tecniche di produzione di mestieri antichi, che si rivelano attuali e all'avanguardia quando, come accade, si riscopra la straordinaria risorsa delle nostre campagne e della produzione agricola contemporanea, spesso votata alla riconquista di una sovranità alimentare sottratta alla mercificazione industriale. Immateriale è lo spirito creativo della cultura popolare che non è mai inchiodata a una visione conservatrice delle tradizioni, ma si muove in un incessante cambiamento progressivo, all'insegna di una innovazione che esige nuove figure di lavoratori e professionisti, in grado di valorizzarla e trasformarla in una risorsa preziosa. I beni culturali immateriali sono le idee e i valori di un popolo, la possibilità di conservare un paesaggio e di garantirne la fruizione. Essi e hanno una funzione strategica nella immaginazione del futuro e nella organizzazione democratica della convivenza sociale e comunitaria.

L’obiettivo della giornata inaugurale è quello di rilanciare il rapporto di dialogo e collaborazione tra Scuola, Università, e istituzioni per una strategia di valorizzazione d'area incentrata soprattutto sull'utilizzo del patrimonio culturale immateriale quale strumento di sviluppo sociale ed economico, come fonte di lavoro per i giovani. Ciò in rapporto con le direttive di governo regionale e con la stessa agenda nazionale, in una fase politico-culturale che vede anche avviata la riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali nel nostro Paese. La crisi economica è certo drammatica, ma essa apre anche una fase dinamica che nasconde non poche opportunità. La Scuola intende affrontare e vincere una sfida importante: investire sulla alta formazione nell'ambito del patrimonio culturale a partire da Castiglione del Lago, dall’area del Trasimeno, e da qui guardare all'Umbria come sistema culturale, per rivolgersi poi, da un contesto di così grande ricchezza patrimoniale, all'Intero paese e alla dimensione internazionale.

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