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Sono state presentate, in conferenza stampa, al Centro Servizi Santo Spirito di Gubbio, le attività della scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Perugia, giunta al terzo anno di attività.

“Sono contento di essere qui dove, con la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici, è rappresentato in maniera egregia quello che io immagino dovrà essere lo sforzo che il nostro Ateneo dovrà compiere: l’Università degli Studi di Perugia può essere modello, punto di riferimento, non solo per le qualità e le eccellenze nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale - ha detto il Magnifico Rettore Prof. Maurizio Oliviero -. Fra gli obiettivi che intendo proporre per questa Scuola c’è quello di un’apertura internazionale, creare cioè le condizioni perché possa essere non solo un luogo importante per i nostri giovani italiani, ma anche per l’estero, conferendole un profilo di internazionalizzazione. Per questo l’Ateneo è disposto a fare anche investimenti importanti, destinando risorse per borse e per la mobilità di studenti che possano venire da diverse parti del mondo – ha aggiunto il Professor Oliviero -. Tutto questo mi dà l’obbligo di ringraziare tutti i partner che hanno voluto condividere questo progetto, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Comune di Gubbio, oppure chi ha investito tantissimo e, mi viene confermato, ha intenzione di fare qualche sforzo in più. L’Università di Perugia può essere importante per l’Umbria sotto tanti punti di vista, a patto che le nostre scelte non siano duplicazioni di realtà già presenti in Ateneo, ma che siano, invece, proposte qualitative originali. Noi oggi possiamo essere competitivi sul mercato solo se siamo in grado di offrire prodotti con standard qualitativi molto alti. La sinergia, intelligente e coordinata, con scelte strategiche particolarmente qualificanti – ha concluso il Magnifico Rettore -, credo che sia il valore aggiunto per determinare, tutti insieme, una nuova visione di sviluppo e di cambiamento”.

 

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Di durata biennale, la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Perugia, che ha sede al Centro Servizi Santo Spirito di Gubbio, è riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica. Grazie a un consorzio fra sei Università italiane (Perugia, che ne è sede amministrativa e capofila, Urbino, Teramo, Chieti-Pescara, L’Aquila, Campobasso), alle quali presto dovrebbero aggiungersi altri quattro atenei (Matera-Basilicata, Milano IULM, Parma, Salerno), la Scuola di Perugia si presenta come un esempio virtuoso di aggregazione fra più sedi, il più grande in Italia nel settore dei Beni Culturali. Nella giornata odierna sono state discusse le tesi di specializzazione del secondo ciclo.

"Il rapporto con l’Università degli Studi di Perugia, aperto ormai da diversi anni, si colloca all'interno di una visione precisa che noi abbiamo della città, in merito alla quale una delle vocazioni fondamentali che abbiamo individuato da tempo è quella dell'alta formazione: quindi guardiamo con grande favore a questa attività di decentramento dell’Ateneo perugino e lavoriamo per poterla non solo consolidare ma anche ampliare – ha detto Simona Minelli, assessore all’Istruzione del Comune di Gubbio, in rappresentanza del sindaco Filippo Stirati, impossibilitato a intervenire -. Questo è andato di pari passo con il grande sforzo prodotto per recuperare edifici storici che sono stati messi a disposizione per queste attività culturali e didattiche di eccellenza”.

"La Scuola di specializzazione in Storia dell'arte, diretta dalla Prof. Cristina Galassi, con sede amministrativa presso l'Università degli Studi di Perugia - ha dichiarato il Prof. Stefano Brufani, Direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne - contribuisce a qualificare l'offerta formativa postlaurea in un ambito di primario interesse scientifico e professionale dell'Ateneo e in particolare del Dipartimento di Lettere. L'offerta formativa è arricchita in senso professionale anche dagli insegnamenti impartiti da docenti non universitari, figure altamente specializzate ed esperte nell'ambito della gestione e conservazione dei beni culturali. L'auspicio è che la Scuola possa negli anni rafforzarsi e divenire una presenza sempre più significativa dell'Ateneo perugino nella città di Gubbio, alla cui Amministrazione va il plauso e il ringraziamento del Dipartimento per il sostegno economico assicurato e per la nuova e prestigiosa sede predisposta con il determinante contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nell’ex complesso di San Benedetto, a partire dalla primavera del 2020”.

La scuola, a numero chiuso (massimo 20 studenti per ogni ciclo), ha già diplomato 31 specialisti con uno specifico profilo professionale nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico. L’amministrazione comunale di Gubbio mette ogni anno a disposizione la cifra corrispondente ai costi di gestione della sede ma anche a quelli relativi ai costi della docenza. Gli allievi si avvalgono, nell’arco del biennio, dell’insegnamento di 52 docenti di comprovata esperienza nel settore dei beni culturali provenienti non solo dal consorzio delle sei università italiane ma anche dalla pubblica amministrazione (Soprintendenze, Poli Museali, Gallerie dello Stato, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ecc..).

“Nei prossimi anni - ha aggiunto la Prof. Cristina Galassi, neoeletto Direttore della Scuola e docente di storia della critica d’arte e del collezionismo all’Università di Perugia - cercheremo di lavorare su due fronti; in primis per promuovere sempre di più la scuola a livello nazionale e internazionale, cementando le relazioni con il Ministero, le Soprintendenze, i Musei e le Gallerie del territorio regionale, italiano ed europeo non solo per stages e tirocini ma anche perché il titolo possa essere riconosciuto in Europa”.

Le Scuole del settore, ha spiegato ancora la Professoressa Galassi, costituiscono un tratto significativo e caratterizzante dell’università italiana, non presenti in altri contesti europei, in virtù della vicinanza alla materia prima, ossia ad un patrimonio storico artistico così ingente e capillarmente diffuso. Gubbio, scrigno di arte e cultura, città affascinante per il suo aspetto medievale e per l’antichità della sua storia, rappresenta una sede naturalmente vocata ad ospitare un istituto di formazione di terzo livello di questa importanza. Per questi motivi ritengo che la Scuola di Gubbio, forte della collaborazione dei migliori specialisti del settore, abbia tutti i titoli per proporsi con autorevolezza sul mercato accademico e professionale europeo.

“In secondo luogo bisognerà accentuare il carattere professionalizzante e formativo della scuola, continuando a puntare sull’interdisciplinarietà, cioè sulla convergenza tra ricerca storica, metodologie di restauro e gestione dei beni culturali – ha concluso il Direttore Galassi -. Vorrei fare un’ultima considerazione: quest’anno il 20 per cento dei maturandi, cioè 109 mila studenti, hanno scelto il tema sul Patrimonio culturale e la democrazia, segno dell’interesse che c’è per queste tematiche. Personalmente ritengo, in conclusione, che la frase La Bellezza salverà il mondo debba essere rovesciata: La Bellezza non salverà nulla se noi non salveremo la Bellezza, formando dei professionisti sempre più esperti e preparati, capaci di lavorare su queste tematiche in Italia, ma anche in Europa e nel mondo”. 

 

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