Ampia partecipazione registrata al seminario “La Convenzione di Faro. Dal Diritto del patrimonio culturale al diritto al patrimonio culturale”, organizzato in modalità on-line dalla Scuola di Specializzazione in Beni Storico-artistici e da quella in Beni Demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia.

L’evento, che ha visto la presenza di oltre 230 partecipanti, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla convenzione quadro del Consiglio d’Europa, presentata a Faro, in Portogallo, il 27 ottobre 2005, riguardante il ruolo del patrimonio culturale per la società, nonché per discutere della sua particolare importanza per la realtà italiana. 

L’incontro, il secondo organizzato congiuntamente dalle due Scuole dell’Ateneo perugino, è stato coordinato dai Direttori, la Professoressa Cristina Galassi – Scuola in Beni Storico-artistici - e Daniele Parbuono – Scuola in Beni Demoetnoantropologici – e aperto dai saluti istituzionali del Professor Parbuono, nella veste di Delegato rettorale per il settore Coordinamento Staff e Relazioni del Rettore e dai Sindaci di Castiglione del Lago, Matteo Burico, e di Gubbio, Filippo Mario Stirati, i cui Comuni ospitano le due Scuole.  

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti durante la giornata: fra questi quello dei Professori Giuliano Volpe, Ordinario di Archeologia all’Università degli Studi di Bari) e Antonio Bartolini, Ordinario di Diritto Amministrativo presso lo Studium perugino, del Dottor Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact), del Dottor Fausto Barbagli, Presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e del Dottore Valentino Nizzo, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.  

Da segnalare anche la partecipazione di Don Antonio Loffredo, Parroco del Rione Sanità a Napoli, ideatore e animatore del progetto di recupero delle Catacombe di San Gennaro nel capoluogo campano, virtuoso esempio di gestione “dal basso” di un bene culturale nello spirito della Convenzione di Faro: con la cooperativa “La Paranza”, infatti, attiva in uno dei quartieri di Napoli in cui è più evidente la convivenza tra grandi differenze socio-culturali ed enormi risorse, è stato possibile avviare un cammino di autosviluppo per consentire alla popolazione di  cambiare “la” città, piuttosto che “cambiare città”.  

Rispetto alle esperienze umbre, significativo anche l’intervento della Professoressa Mariella Morbidelli, coordinatrice di “Faro Trasimeno”, la prima associazione di promozione sociale - e tra le pochissime realtà italiane di questo genere - che riunisce un gruppo di cittadini dei comuni di Castiglione del Lago, Paciano e Piegaro, con l’intento di attivare una serie di azioni volte a promuovere i principi contenuti nella Convenzione di Faro e a favorirne l’attuazione.